Nel lontano 2001 quando creai per la prima volta qualcosa in pasta di mais, cercai di andare oltre ai semplici fiori. Il mio sguardo si perse nel vuoto e immaginai una splendida creatura alata uscita da un libro di fiabe dimenticato aperto da una mamma che la sera prima aveva raccontato una favola di fate alla propria bimba. Prima di crearla la vedevo già, una chioma color del sole, un viso angelico, vesti color della natura.
Mi misi subito all’opera, per creare questa creaturina ho dovuto combattere contro le voragini che si creavano sul viso, oltrepassate quelle difficoltà mille altri impedimenti si misero tra me e la buona riuscita dell’opera, ma la voglia di finirla era troppa e l’immagine che avevo in mente era troppo bella.
Dopo vari impicci riuscii a fare la mia fatina, ma delusione, non venne come speravo è nata lei:

Le ali sono l'unica cosa che adoro:

Ho dovuto fare un volto piatto perché appena cercavo di creare qualcosa di simile al volto umano le crepe facevano capolino sulla mia scultura, così è nata un po’ strana, un po’ bruttarella, ma è comunque una mia creatura.
Mi misi subito all’opera, per creare questa creaturina ho dovuto combattere contro le voragini che si creavano sul viso, oltrepassate quelle difficoltà mille altri impedimenti si misero tra me e la buona riuscita dell’opera, ma la voglia di finirla era troppa e l’immagine che avevo in mente era troppo bella.
Dopo vari impicci riuscii a fare la mia fatina, ma delusione, non venne come speravo è nata lei:

Le ali sono l'unica cosa che adoro:

Ho dovuto fare un volto piatto perché appena cercavo di creare qualcosa di simile al volto umano le crepe facevano capolino sulla mia scultura, così è nata un po’ strana, un po’ bruttarella, ma è comunque una mia creatura.
(tutte le foto sono di mia produzione)

